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Pratiche edilizie: le differenze tra manutenzione ordinaria e straordinaria

Vediamo quali sono le differenze tra manutenzione ordinaria o straordinaria nei lavori di ristrutturazione.

Devi eseguire dei lavori di ristrutturazione in casa, oppure nelle zone comuni del tuo condominio? E allora è opportuno conoscere quali siano le differenze tra la manutenzione ordinaria e quella straordinaria. Vedremo in che modo gestire questi due diversi approcci, che si differenziano in modo primario dal bisogno di avviare pratiche o ricevere autorizzazioni dal comune per iniziare. Ma che cosa comporta un intervento del genere?

Molte volte è anche opportuno capire se da un lavoro di ristrutturazione sia possibile ricevere delle detrazioni fiscali. Prima di tutto però è bene fare una precisazione importante. Esistono 6 categorie che vanno a formare il gruppo degli interventi in edilizia:

  • Manutenzione ordinaria;
  • Manutenzione straordinaria;
  • Ristrutturazione edilizia;
  • Restauro e risanamento conservativo;
  • Ristrutturazione urbana;
  • Nuova costruzione.

Chi vuole sfruttare il bonus ristrutturazione al 50%, deve fare uno dei primi 4 interventi, anche se ogni situazione fa storia a se. Questo perché per ogni casistica, possono essere richiesti interventi particolari che vanno a cambiare la categoria di appartenenza.

Cos’è la manutenzione ordinaria

In questo grande gruppo rientrano i lavori di riparazione, o di mantenimento dell’efficienza di un immobile. Ciò significa che ne fanno parte i lavori di riparazione, sostituzione delle finiture, di rinnovamento e mantenimento. Vediamo quali sono, nello specifico, gli interventi che non bisogno del rilascio di alcun titolo abilitativo.

  • Riparazioni di porte, finestre, lucernari (purché non vi sia un cambio di dimensioni), pavimenti, esterni e interni.
  • Rinnovamento dei sanitari;
  • Manutenzione degli impianti di riscaldamento, quello elettrico o gas;
  • Sostituzioni: piastrelle del bagno, caldaie e radiatori;
  • Imbiancatura di interni o esterni;
  • Montaggio di impianto fotovoltaico o pannelli solari (solo se non in centro storico);
  • Demolizione;
  • Realizzazione di controsoffitto in cartongesso.

Citiamo inoltre la possibilità di installare citofoni, antenne e telecamere, ma anche recinzioni, grondaie, tende e ringhiere. I lavori potranno garantire l’accesso al bonus fiscale sulla casa, solo se realizzati nelle zone comuni dei condomini.

Manutenzione straordinaria: quali lavori prevede

In questo caso parliamo di lavori che sono molto più complessi, e prevedono la modifica o la sostituzione di parti strutturali, ma anche la realizzazione di nuovi impianti tecnologici. Ogni operazione però non deve alterare la destinazione d’uso dell’immobile, oltre alla volumetria dell’edificio. I lavori che vengono riconosciuti come manutenzione straordinaria dovranno essere comunicati presso l’Ufficio tecnico comunale. Tra questi interventi segnaliamo:

  • Consolidamento statico;
  • Ristrutturazione del bagno e impianti idrici;
  • Demolizione e aggiunta di un tramezzo;
  • Rielaborazione di tetti, sottotetti e rampe di scale;
  • Lavori per risparmio energetico;
  • Modifica di collocazione di porte e infissi;
  • Costruzione di una piscina esterna;
  • Accorpamento di unità immobiliari;
  • Allacciamento di fognature o annesso rifacimento.

La distinzione tra queste due categorie passa quindi da diverse pratiche per l’avvio dei lavori da sostenere. Per molte famiglie è sempre più importante arrivare a ottenere, dove possibile, gli sgravi fiscali previsti per legge. E’ bene considerare che, per tutti i lavori di manutenzione straordinaria, che riguardano le singole unità immobiliari, vi sono detrazioni date da Bonus Ristrutturazione, Bonus Mobili, il cosiddetto Ecobonus e Bonus Verde. Nel caso di condomini invece, sui lavori nelle zone comuni, è possibile avere le stesse detrazioni per manutenzione straordinaria e ordinaria.

Pratiche edilizie: le differenze tra manutenzione ordinaria e straordinaria
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