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Classe energetica della casa: quanto incide in fase di acquisto

Scopri tutte le informazioni necessarie per capire come funziona la classificazione energetica.

I nuovi acquirenti che cercano disperatamente immobili da acquistare sul mercato, anche come forma di investimento, hanno lanciato una nuova tendenza. L’obiettivo primario è quello di poter controllare e valutare la classe energetica di una casa prima di decidere se procedere o meno con l’acquisto.

Vi è massimo interesse soprattutto perché è aumentata, a dismisura, la consapevolezza del risparmio che può essere garantito negli anni. Andare a spendere più soldi per un nuovo immobile che è in efficienza energetica è stata per tanto tempo una scelta da evitare per gli acquirenti. Per spendere meno, si cercava, infatti, di puntare tutto sulla bassa efficienza energetica. Ed è vero che i costi sono più contenuti, ma i consumi volano alle stelle. E’ un po’ la teoria del “spendere poco oggi per pagare molto domani”, ma tutto questo ha davvero senso? La risposta è no a giudicare la risposta degli acquirenti.

A lanciare il nuovo trend sono stati Tecnocasa e Tecnorete.

Chi cerca casa controlla la classe energetica

Negli ultimi 12 mesi, secondo i dati che sono stati diffusi da Tecnocasa, sono cambiate le abitudini delle persone che vogliono acquistare una casa. Il discorso vale per chi compra la casa vacanza, ma anche per chi cerca dimora in città, dove i condomini spesso prevedono spese elevate.

Non è un caso che le nuove costruzioni siano quasi “obbligatoriamente” di classe A, per abbracciare così quello che è il concetto di risparmio energetico. Il cliente vuole essere ben informato e sempre più attento nel ridurre gli sprechi legati a un’abitazione in classe energetica bassa. Spendere di più in fase di acquisto, ovviamente, permette di garantire un buon risparmio negli anni. E questo atteggiamento vince su tutto!

Questo trend arriva dopo 10 anni di crisi del mercato, unita alla maggior conoscenza e informazione delle persone.

Il significato delle classi energetiche

Le classi energetiche di un edificio possono variare in base alle disposizioni locali. Vi sono però, in linea generale, 8 classi di riferimento: la classe che viene considerata come la più performante è la A+, che ottiene un punteggio pari a 10. E’ seguita dalle classi A, B, C, D, E, F e G. Quest’ultima classe ha un valore pari a zero, che viene assegnato a un edificio che ha un fabbisogno di energia elevato. Questo vuol dire che un appartamento di fascia G richiede, per riscaldare un metro quadro di superficie, 350 KWh.

Ma non è solo una questione di riscaldamento nei periodi invernali, poiché questa scelta sarebbe limitante. C’è da dire che per poter determinare il fabbisogno energetico di un edificio serve sempre valutare una serie di fattori- Tra questi è bene citare il tipo di impianto di riscaldamento adoperato, i materiali di costruzione che sono stati scelti, eventuali isolanti, i tipi di pareti e anche i serramenti che vanno a costituire l’involucro dell’edificio.

Da qui si arriva alla standardizzazione delle Classi Energetiche che presentano alcuni indicatori, dati da una media aritmetica con i punteggi. Questi punti si ottengono in base alle certificazioni che sono effettuate nel tempo. I risultati permettono poi di ottenere un punteggio che va da 1 a 10.

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